Eppure, aloni di mistero e insabbiamenti hanno impedito per anni di conoscere i benefici di una pianta come l’Artemisia Annua e del suo possibile impiego nella lotta contro il cancro.
Utilizzata da millenni in Cina per le sue proprietà antibatteriche ed antiparassitarie, ha trovato nuovo utilizzo nella medicina contemporanea come anti-malarico.
Proprio in virtù delle sue caratteristiche, una nota multinazionale del farmaco ne sta sintetizzando il principio attivo (artemisinina) per metterlo in commercio nei prossimi anni come nuovo farmaco antibiotico immune alla resistenza batterica.
Mentre fioriscono testimonianze - scientifiche e non – sui benefici concreti dell’Artemisia e sul suo possibile impiego nella lotta contro il cancro (tra tutti citiamo i Dr. Lai e Dr. Singh e il gruppo chiuso su Facebook “Quelli dell'Artemisia Annua”) persiste allo stesso tempo un atteggiamento molto cauto da parte della comunità medica, O.M.S compresa, nel riconoscere il principio alla base dell'azione dell'Artemisia Annua come elemento prezioso in questo tipo di battaglie.
A volte la soluzione ad un problema è semplice e a portata di mano ma è difficile accedere alle informazioni che la riguardano. Perché l'Artemisia Annua deve prima diventare "brevetto" di un'azienda multinazionale per divenire patrimonio dell'umanità?




















