Il corpo umano possiede capacità straordinarie e la cultura occidentale alla base del vivere quotidiano tende ad attribuire i fenomeni che non riesce a spiegare a fattori miracolistici.
La mente, invece, sarebbe capace di creare le condizioni necessarie per rilevare, affrontare e risolvere i problemi fisici.
Citochine, serotonina e dopamina – i neurotrasmettitori che attivano le difese immunitarie dell'organismo - sono attivati dal sistema limbico e rafforzati da componenti quali creatività, autostima, dall’eliminazione degli eccessi alimentari e delle sostanze nocive, dalla ripetizione di un mantra - o di una preghiera.
Grazie alla scientificità della PNEI sono cadute molte teorie della medicina tradizionale relative alla frammentazione dell’essere umano, ed è stato dimostrato che la liberazione dei neurotrasmettitori è influenzata da innumerevoli e svariati fattori, tra cui il nostro stato mentale, un’attitudine positiva anche nei momenti di crisi, lo stile di vita e il vissuto emotivo.
Non credere in se stessi e diffidare delle proprie capacità, in poche parole, è altrettanto dannoso dell’uso indiscriminato di farmaci e/o di un abuso di sostanze nocive, e indeboliscono la nostra capa-cità di autoguarigione.
Uno studio del 2002 dell’Harvard Medical School di Boston rivela come la preghiera - o anche un mantra ripetuto - ha la capacità di regolarizzare la pressione arteriosa e il battito cardiaco, predi-sponendo il rilascio di ormoni come la serotonina (anche detto ormone del benessere), la dopami-na, le endorfine e le citochine. Insieme a preghiere o mantra, la produzione di queste preziose molecole è data anche dalla capacità reattiva del nostro corpo e da fattori come la creatività, l’amore, lo sport, l’attività sessuale e la pratica di un’arte.
Invece di ascoltare i nostri bisogni primari e sviluppare la nostra interiorità, lo stile di vita occidentale ci spinge ad allontanarci da essi a favore della conduzione di un’esistenza superficiale e totalmente razionale, dominata in larga parte dall’IO.
Georg Groddeck, medico e psicanalista nonché padre della moderna psicosomatica, individua nel suo libro “NASAMECU” (acronimo ippocratico di “NAtura SAnat MEdico CUrat”) i nodi da sciogliere per combattere le malattie come risiedenti nella parte razionale del cervello, che occorre ridimensionare per permettere all’ES – la nostra energia vitale – di emergere e guarirci.
Questo principio propone una visione unitaria e olistica dell’uomo, laddove l’autoguarigione è possibile con un ridimensionamento dell’IO (figlio di una cultura dominante e omologante) a favore dell’ES, l’energia vitale presente in ognuno di noi che fa funzionare insieme le cellule del nostro corpo.
L’IO stesso - con le sue costrizioni, i suoi schemi e la sua rigidità - porterebbe verso la malattia, mentre l’ES ci permetterebbe di trovare all’interno del nostro essere le energie e le condizioni per guarire spontaneamente.
Basterebbe saper ascoltare i segnali che il corpo invia ed esserne più consapevoli.
La psiche, infatti, è presente in ogni processo nervoso, endocrino e immunitario.
Nell’area limbica del cervello – sede delle emozioni e dei comportamenti istintivi – giungono senza soluzione di continuità afferenze da tutti gli organi.
Il “cervello emotivo”, come afferma Servan - Schereiber dell' Università di Pittsburgh, Pennsylvania, ha due meccanismi naturali di autoriparazione innate per ritrovare equilibrio e benessere.
Il “cervello razionale”, con i falsi obiettivi individuati dalla civiltà occidentale e il modo di agire rigido, improntato all’operatività legata a contingenze quotidiane, è il primo ostacolo per la nostra capacità di guarire.
Questo disallineamento crea le condizioni per un assetto neuro-chimico che porta stati d’ansia, at-tacchi di panico, stress, fino ad arrivare alla depressione. Questi stati, comuni manifestazioni psico-somatiche, potrebbero essere evitati ascoltando più a fondo e sinceramente i propri bisogni.
Lo stress indebolisce la nostra salute fisica, producendo cortisolo (detto anche ormone dello stress), adrenalina e radicali liberi: molecole responsabili, quando prodotte in eccesso e per lungo tempo, di un indebolimento del sistema immunitario, gastrointestinale, cardiovascolare, e inoltre un innalzamento della pressione arteriosa, un aumento della frequenza cardiaca e una riduzione dei globuli bianchi, predisponendo l’individuo al rischio di contrarre diverse malattie e alzando le sue possibilità di avere infarti o ictus.
“Riprogrammando” la propria attività mentale – essendo invece in sintonia con i propri bisogni e con se stessi ed esprimendo liberamente i propri stati d’animo e le proprie emozioni – favoriamo invece anche la nostra salute fisica, promuoviamo la nostra autostima, il buon umore, l’empatia.
Un altro meccanismo naturale di autoriparazione è stato individuato dal ricercatore Enzo Soresi, che nel suo libro “Cervello Anarchico” teorizza la tesi dello “shock carismatico”: un cambiamento profondo dello stato mentale di una persona quando essa viene a contatto con un soggetto molto carismatico.
A supporto della tesi viene citato il caso di un contadino afflitto da melanoma, che guarisce dopo un incontro con Madre Teresa di Calcutta.
Molti sono i casi inspiegabili di guarigione, ma è innegabile che essa sia una risorsa che l’uomo ha già in sé, come appare evidente anche nei casi di “effetto placebo”, laddove gli individui migliorano la propria condizione fisica attraverso la sola fiducia riposta nel farmaco.
La medicina tradizionale etichetta l’effetto placebo come un processo di auto-suggestione, mentre si spera di indagarlo a fondo per svelare tutto il mistero dell’autoguarigione.




















