Le radiazioni ultraviolette del sole stimolano la produzione di melanina, la sostanza che rende possibile l’ abbronzatura. Dopo l'esposizione al sole, nelle persone dalla pelle olivastra si verifica una fotossidazione della melanina che provoca lo scurirsi temporaneo dell'epidermide, dando vita a ciò che noi chiamiamo abbronzatura.
Oltre a scurire la pelle, la melanina serve soprattutto per difenderci dagli effetti negativi dei raggi UV ma, in caso di sovraesposizione solare, questo meccanismo di difesa può rivelarsi insufficiente a proteggerci da danni cutanei più o meno gravi.
Una delle conseguenze della troppa esposizione è al sole è l'eritema, un’ ustione solare di primo grado che provoca un arrossamento cutaneo. L’ eritema non è altro che la tipica scottatura che causa calore, bruciore, bolle e in casi gravi si accompagna da vesciche e vistose esfoliazioni cutanee. La scottatura si attenua generalmente con il passare del tempo, a seconda del fototipo di pelle e della dose di raggi UV assorbiti.
Le discromie cutanee si presentano sotto forma di macchie solari e sono catalogate come disturbi della pigmentazione causati dal foto-danneggiamento; possono essere di colore scuro se c’è un incremento della melanina, o di colore chiaro dato dall’assenza di pigmento nella cute che appare più pallida rispetto al colore del resto della pelle. A volte le macchie possono nascondere un origine genetica come nel caso delle lentiggini, altre volte possono essere indotte da farmaci, malattie endocrine o fattori ormonali, ma più spesso sono da ricollegare ad una prolungata esposizione solare o a fonti di radiazioni (come le lampade UV) . Per evitare la comparsa di macchie solari è necessaria una prevenzione attraverso l'uso continuativo di creme protettive.
L'abbronzatura velocizza il processo di invecchiamento del derma, se non è accompagnata da un azione di protezione, con l'effetto di anticipare la comparsa delle rughe. Questo perché i raggi UV, penetrando in profondità distruggono le fibre di collagene e di elastina, impedendo alle cellule di rigenerarsi dando vita ad una pelle sempre più raggrinzita,secca, ruvida e disidratata.
La minaccia più grave dei raggi UV è rappresentata dal tumore della pelle (melanoma) che in Italia costituisce la forma tumorale più diffusa così come tra tutte le popolazioni caucasiche che vivono in zone assolate. L’insorgere del tumore è da ricollegarsi al sole come causa principale ma, in genere, è favorito da un insufficienza del sistema immunitario e da alcune malattie ereditarie.
Non c’è solo il melanoma: quasi sempre, infatti, i tumori non sono altro che lesioni o formazioni benigne che possono essere rimosse senza conseguenza per la salute. Nella forma più grave il tumore colpisce i melaniciti ìgenerando il melanoma cutaneo, un tumore maligno. Per individuare la presenza di tumori della pelle è necessario tenere sotto controllo i nei rilevandone i possibili cambiamenti di colore o di aspetto nel tempo.
Il sole danneggia anche gli occhi con una triplice aggressione: la prima struttura ad essere danneggiata è la cornea che agisce come primo filtro per le radiazioni provocando lacrimazione, secchezza e congiuntivite. Col passare degli anni le radiazioni possono danneggiare il cristallino causando la perdita della trasparenza (cataratta) e indebolendo progressivamente la vista; il cristallino può essere sostituito con uno artificiale attraverso un operazione chirurgica. Quando invece i raggi UV arrivano fino alla retina, i danni possono essere irreversibili e vanno dalla cecità fino al tumore oculare.
Lo stare all'ombra o tenere le palpebre chiuse sono precauzioni inutili, che non bastano da sole a proteggere gli occhi: è necessario l’uso degli occhiali da sole, che hanno una protezione dai raggi UV che va da 1 a 5, da indossare sempre quando ci si espone al sole o perlomeno nelle ore più calde della giornata, ricordandosi che le lenti sfumate o colorate non sono sufficienti per proteggere gli occhi dal sole.

















