L'ipoacusia è l'indebolimento del sistema uditivo dovuto ad un danno o alla degenerazione di uno o più componenti e può interessare un orecchio (monolaterale) o entrambi (bilaterale); in questo modo la percezione di alcuni suoni a frequenze ben determinate si riduce ma non scompare del tutto, come succede nel caso della sordità che implica, invece, la perdita di tutti i suoni. Diverso è il caso degli acufeni, ovvero i rumori come fischi e ronzii, percepiti senza che siano davvero presenti e, anche se non rappresentano una perdita uditiva, possono coprire suoni e parole causando problemi di comprensione orale. Ma cosa c'è all'origine della perdita parziale dell'udito?
I problemi di ipoacusia possono nascere in seguito a diverse complicazioni: alcune sono congenite, altre includono otiti, infezioni, tumori o danni al cervello, altre sono ereditarie. Prima di analizzare le altre cause della perdita d'udito è necessario sapere che l'orecchio ha tre sezioni: c'è l'orecchio esterno che include il padiglione ed il canale auricolare, l'orecchio medio che è formato da tre piccole ossa chiamate "ossicini" e poi c'è l'orecchio interno.
Queste sono le cause più comuni della perdita dell'udito:
- Otosclerosi: avviene quando gli ossicini dell'orecchio medio si irrigidiscono e smettono, così, di vibrare correttamente con una conseguente ipoacusia;
- Neuromi acustici: sono i tumori che coinvolgono l'ottavo nervo, il nervo che trasporta i segnali elettrici al cervello che vengono, poi, percepiti come suono. Spesso i soggetti afflitti da neuromi acustici soffrono anche di acufeni;
- Cerume: a volte il cerume può ostruire il canale auricolare creando “un tappo” che può causare infezioni determinando l'ipoacusia;
- Rumori troppo alti: una continua sovraesposizione a rumori eccessivi può portare ad una temporanea perdita dell'udito e ad una sua progressiva diminuzione;
- Timpano lacerato: il timpano può lacerarsi e questo gli impedisce di inviare correttamente le vibrazioni all'orecchio interno, causando una perdita dell'udito nell'orecchio interessato;
- Presbiacusia: ovvero il processo d'invecchiamento dell'orecchio che è la causa più comune del disturbo uditivo; esso inizia nella prima età adulta e diventa più evidente dopo i 50 anni d'età e colpisce di più gli uomini che le donne.
Ovviamente, il primo sintomo di ipoacusia lo si ha quando il paziente non riesce a sentire cosa gli viene detto o quando avverte il suono in modo attutito e ovattato. In caso di infezioni il disturbo dell'udito è accompagnato da mal d'orecchio e, alcune volte, da secrezioni di sangue o pus che fuoriescono dal canale uditivo esterno. Se invece l'ipoacusia è accompagnata da vertigini è probabile che si è in presenza della sindrome di Ménière, un' anomalia dell'orecchio interno che provoca capogiri, acufeni, alterazioni dell'udito e sensazione di pressione e dolore all'orecchio colpito.
In presenza di uno di questi sintomi è importante richiedere un'ispezione dettagliata dell'orecchio con l'uso dell'otoscopio o di altri microscopi speciali, effettuare TAC e risonanze magnetiche per escludere la possibilità di fratture o tumori ed eseguire dei test auditivi per determinare se l'entità dell'ipoacusia è lieve, moderata, grave o profonda; in base alla causa e alla gravità della perdita dell'udito, verrà attuata una terapia che va dall'uso di antibiotici all'operazione chirurgica e, in caso di perdita grave, il medico può ipotizzare l'utilizzo di un apposito apparecchio acustico inserito nel canale uditivo esterno o di un sofisticato impianto cocleare che sostituisce il funzionamento delle strutture danneggiate dell'orecchio interno.

















