Dopo un periodo di sperimentazione durato 2 anni, da Gennaio 2017 sarà disponibile la cannabis ad uso terapeutico prodotta in Italia, dallo stabilimento chimico farmaceutico militare FM2, il quale venderà la cannabis direttamente alle farmacie, a carico dei servizi sanitari regionali ed il cui prezzo finale sarà, per il paziente, di circa 15€ al grammo.
Al momento, la quantità prevista per la vendita è molto sottostimata (circa 20 grammi) rispetto al numero delle richieste dei pazienti e la produzione italiana servirà soprattutto ad integrare (a costi inferiori e con tempi di consegna più brevi) quella importata dall'Olanda.
Utilizzo terapeutico della cannabis:
Gli esseri umani utilizzano la cannabis fin dal Neolitico e da allora questa pianta ha conosciuto tanti utilizzi, incluso quello terapeutico, grazie alle sue proprietà analgesiche, sedative e miorilassanti. Nella cannabis esistono delle sostanze chiamate cannabinoidi, molto simili a sostanze già presenti nel nostro organismo, che agiscono su un particolare tipo di recettori nel nostro cervello, la cui attivazione regola funzioni come l'umore, la memoria ed il dolore, stimola l'appetito e tiene a bada nausea e vomito, in particolare ai pazienti sottoposti a chemioterapia.
È stato dimostrato che la cannabis è in grado di alleviare i sintomi della sclerosi multipla ed è efficace nel trattamento di depressione, disturbo da stress post traumatico, epilessia e dolore neuropatico. Ovviamente, la terapia va dosata in base alla patologia e alle caratteristiche del malato; per questo servono almeno tre mesi per trovare il giusto dosaggio.
Il TCH, l'unico cannabinoide psicoattivo e che causa il tipico effetto di sballo associato alla cannabis, possiede numerose proprietà medicinali che sono utili in una vasta gamma di disturbi, alcuni dei quali comprendono: morbo di Alzheimer, arteriosclerosi, glaucoma, distonia, diabete, malattie infiammatorie, schizofrenia, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, apnea del sonno e sindrome di Tourette.
Uno studio effettuato dall'Istituto di Reumatologia di Pisa su 80 pazienti affetti da fibromialgia (malattia reumatica caratterizzata da dolore muscolare cronico), di cui 40 curati con una terapia standard a base di analgesici e antidepressivi e 40 con la cannabis, ha rivelato che questi ultimi hanno registrato sensibili miglioramenti sotto diversi punti di vista: dolore, qualità della vita, ansia e depressione e non hanno avuto gli effetti collaterali degli altri farmaci.
La drastica riduzione degli effetti collaterali rappresenta il punto di forza di questa terapia; i bassi dosaggi dei principi attivi all’interno dei farmaci, infatti, scongiurano le allucinazioni e tutti gli altri effetti tipici della sostanza, ricercati da chi ne fa un uso ricreativo. Un sovradosaggio può comportare, però, alterazione dell'umore, insonnia, tachicardia, apatia, ansia.
La cannabis per uso terapeutico può essere prescritta per le seguenti motivazioni:
- riduzione di dolori causati da sclerosi multipla o lesioni del midollo spinale;
- riduzione del dolore cronico;
- riduzione di nausea e vomito, causati da chemioterapie, radioterapia, terapie per HIV;
- stimolazione dell'appetito in caso di cachessia, anoressia nervosa,perdita dell'appetito in pazienti oncologici o affetti da AIDS;
- glaucoma;
- riduzione dei movimenti involontari facciali e del corpo nella sindrome di Tourette;
La cannabis terapeutica può essere acquistata solo tramite ricetta medica bianca e può essere richiesta presso gli ospedali, le Asl o le farmacie che ne sono fornite. L'assunzione avviene oralmente, sotto forma di olio o decotto, oppure per via inalatoria, mediante l'uso di uno specifico vaporizzatore.

















